Posso mangiare il Parmigiano Reggiano in allattamento?

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Il consumo di Parmigiano Reggiano in allattamento è possibile visto che, tra le sue numerose proprietà, questo pregiato formaggio si distingue anche per la sua elevata tollerabilità in soggetti con differenti esigenze alimentari.

Tuttavia, anche se le linee guida per l’allattamento al seno pubblicate dal Ministero della Salute suggeriscono che la donna in periodo di allattamento possa mangiare tutto ciò che desidera, facendo ovviamente attenzione a mantenere una dieta varia, sana ed equilibrata, il timore della madre di assumere qualche alimento che possa successivamente causare mal di pancia o coliche al neonato resta molto diffuso.

Per questo motivo, molte neo-mamme si chiedono in che modo concetti come Parmigiano Reggiano e allattamento, legato ovviamente alla salute del neonato, siano compatibili tra loro.

Il latte crudo è sicuro?

Come abbiamo già ricordato nel nostro articolo dedicato al consumo di Parmigiano Reggiano durante la gravidanza, anche se il latte utilizzato per fare il Parmigiano è latte crudo, ovvero non sottoposto ad alcun tipo di pastorizzazione, va comunque considerato privo di rischi per la salute, quindi sicuro sia in gravidanza che in allattamento per diversi motivi, tra i quali evidenziamo:

1) Origine e rintracciabilità

Il latte delle bovine, appartenenti a diverse razze tra cui Frisona, Vacche Rosse e Vacca Bruna, proviene esclusivamente da mucche allevate, nutrite e munte localmente, ovvero tra la pianura e le montagne della zona di produzione del Parmigiano Reggiano che include le province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna a sinistra del fiume Reno e Mantova a destra del fiume Po. Lo stesso latte, raccolto una prima volta alla sera e una seconda volta alla mattina, viene sottoposto a continui e rigorosi controlli delle cariche batteriche, che ne garantiscono la qualità e la sicurezza sia prima che durante la sua lavorazione in caseificio.

Leggi anche: Parmigiano di Vacche Rosse vs Parmigiano di Frisone: conosci tutte le differenze?

2) Stagionatura ed espertizzazione

Al termine del processo di trasformazione del latte il formaggio, prima di diventare un vero e proprio Parmigiano Reggiano DOP ed essere marchiato e venduto come tale, il Parmigiano viene custodito in appositi magazzini di stagionatura all’interno dei quali temperatura e umidità sono controllate.

Qui, dopo salatura, le forme vengono lasciate maturare per un periodo minimo di 12 mesi, durante il quale i processi biochimici di trasformazione del formaggio abbattono il rischio di proliferazione batterica. A garanzia di ciò, al compimento del dodicesimo mese, ogni singola forma viene sottoposta ad una accurata espertizzazione effettuata da tecnici competenti e autorizzati dal Consorzio del Parmigiano Reggiano.

Durante questi controlli, i tecnici devono verificare l’eventuale presenza di contaminazioni causate da agenti batterici e, nel caso in cui qualche anomalia dovesse essere rilevata, la forma non viene marchiata e viene esclusa da qualsiasi canale di vendita e di distribuzione del Parmigiano Reggiano.

Leggi anche: Dove comprare il Parmigiano Reggiano DOP.

Quali benefici apporta a madre e bambino il Parmigiano in allattamento?

L’alimentazione di una donna durante il periodo di allattamento di un neonato deve essere adeguata a garantire, sia a lei che al bambino, il giusto apporto di nutrimenti ed energia. A tale scopo, è necessario assumere una quantità adeguata di macro e micro-nutrienti, tra i quali non possono mancare:

  • Proteine: indispensabili, tra le altre cose, per la crescita del corpo e dei tessuti, lo sviluppo delle difese immunitarie e il trasporto di ossigeno;
  • Vitamine: soprattutto quelle del gruppo B, vitamina A, C e anche la vitamina D,

fondamentale per lo sviluppo delle ossa del bambino e il mantenimento della struttura ossea della madre;

  • Calcio e fosforo: macroelementi concentrati soprattutto nelle ossa, caratterizzati da una importantissima funzione strutturale.

A tale proposito, Il Parmigiano Reggiano apporta numerosi benefici alla salute sia della mamma in allattamento che del neonato. Infatti, esso contiene anche i micro e macronutrienti di cui sopra in quantità elevata. Come abbiamo descritto nel nostro articolo sui valori nutrizionali e sulle proprietà del Parmigiano, in 100 grammi di prodotto stagionato per oltre 24 mesi sono contenute circa 32 grammi di proteine, molte vitamine (tra cui anche le vitamine del gruppo B) e a una buona dose di fosforo e calcio.

Altre proprietà del Parmigiano Reggiano

Oltre alle motivazioni sopra esposte, il consumo di Parmigiano Reggiano in allattamento è consigliato anche perché questo formaggio è 100% naturale, quindi completamente privo di additivi e conservanti, che sono sconsigliati nella dieta di una mamma che allatta.

Ancora, il Parmigiano rientra quasi sempre nella dieta di donne in allattamento perché, come spiegheremo nei successivi paragrafi, è facile da digerire ed è completamente privo di lattosio.

Elevata digeribilità

Durante la lunga stagionatura del Parmigiano Reggiano, si verifica un naturale processo di degradazione delle proteine, chiamato proteolisi, grazie al quale lo stesso Parmigiano diventa facilmente digeribile. Di conseguenza, più avanzata è la stagionatura, più prolungata sarà la proteolisi, quindi più digeribile risulterà essere il Parmigiano. Stagionature alte di Parmigiano Reggiano sono quindi consigliate alla donna in allattamento, in modo tale da evitare rallentamenti nella digestione che potrebbero poi avere conseguenze fastidiose sia sul suo stomaco che su quello del bambino.

Leggi anche: Perché il Parmigiano Reggiano fa bene allo stomaco.

Totale assenza di lattosio

Strettamente collegato al concetto di digeribilità del Parmigiano Reggiano è quello dell’assenza totale di lattosio. Il lattosio è lo zucchero del latte composto da una molecola di D-galattosio e una molecola di D-glucosio. In alcuni soggetti questo zucchero causa una forte intolleranza causata dall’assenza di lattasi, l’enzima che consente all’organismo di convertire il lattosio negli zuccheri semplici da cui è composto.

L’intolleranza al lattosio può essere di tipo primario (calo della produzione di lattasi), secondario (legato a patologie specifiche) oppure congenito (fin dalla nascita). Laddove la madre in allattamento sia a conoscenza o nutra anche solo qualche sospetto di essere intollerante al lattosio, è consigliabile assumere Parmigiano Reggiano al posto di formaggi freschi o molli che potrebbero scatenare eventuali intolleranze, a lei o eventualmente al bambino.

Quanto Parmigiano Reggiano mangiare in allattamento?

Le quantità consigliate di Parmigiano Reggiano in allattamento sono simili a quelle, moderate, previste in regimi alimentari ordinari, trattandosi di un formaggio comunque ricco di grassi, anche se parzialmente insaturi.

Come abbiamo già ricordato in questo nostro articolo che risponde alla domanda “Quanto Parmigiano Reggiano si può mangiare ogni giorno?“, una porzione giornaliera di Parmigiano Reggiano non dovrebbe superare i 40 grammi, sia essa assunta in scaglie o in pezzetti o grattugiato sopra o dentro a preparazioni culinarie.

In ogni caso, ci preme specificare che tutte le informazioni contenute in questo articolo non sostituiscono in alcun modo pareri, consigli e indicazioni di medici o altri specialisti della salute ai quali consigliamo sempre di rivolgersi prima di apportare qualsiasi cambiamento nel regime alimentare, in gravidanza, in allattamento o in qualsiasi altra condizione fisica particolare.

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